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BIO


Charley FazioCharley Fazio nasce a Palermo ma vive l'infanzia a Galati Mamertino, paese sui monti Nebrodi in provincia di Messina. A Palermo si laurea e si abilitata alla professione di geologo che tuttora esercita come libero professionista. In ogni caso l'amore per la propria terra e per l'arte lo accompagnano fin dall'adolescenza: pittura, grafica e fotografia sono le forme d'arte che sente più familiari. Nonostante la formazione prima classica, alle scuole superiori, poi scientifica con la geologia, è la fotografia che sente far parte della propria vita come elemento irrinunciabile. Così, anche se tardivamente, inizia un percorso che gradualmente lo porta sempre più ad addentrarsi in questa forma d'arte, non senza riconoscimenti ed apprezzamenti, a stretto contatto con la propria anima e dunque mai sterile. Fotografia significa per lui passione pura e sentimento.

La Sicilia gli offre una infinità di spunti per alimentare tale passione, una vera e propria fucina di colori e momenti da rubare al tempo e ai luoghi. I suoi lavori vogliono in qualche modo esprimere non solo un istante nel tempo, ma anche quel sentimento di cui sopra o, meglio ancora, un sentire quell'essenza isolana che solo pochi possono comprendere. Attratto anche dalla cultura e dagli scenari sudamericani, nutre per questi particolare attenzione ed amore che traspare nella maggior parte dei suoi scatti.

Nel 2008 la foto dal titolo "Life is beautiful - La vita è bella", veniva selezionata al prestigioso concorso mondiale "Sony World Photography Awards", fra più di 25.000 in tutto il mondo giungendo in semifinale insieme ad altre dieci per la stessa categoria.

È stato fotografo ufficiale per una serie di manifestazioni e spettacoli musicali di elevato interesse artistico e collabora spesso con l'attore Gianfranco Jannuzzo per il quale realizza foto di scena dei suoi spettacoli. Ha già all'attivo tre mostre personali di cui la più importante (Sguardi) svoltasi a Siracusa (Ortigia) con il patrocinio dell'Assessorato ai Beni Culturali.

Su commissione di Enti pubblici e aziende private crea calendari d'autore tematici curandone personalmente i progetti grafici. Sempre nel campo della grafica, associato alla propria fotografia, ha inoltre progettato cd/dvd per vari musicisti tra cui Kaballà (DVD promo), Mario Incudine (Anime migranti, Gamàr - Abballalaluna), Giuseppe Milici (Michael Jackson Jazz Tribute), Giancarlo Guerrieri (Caminanti) etc..; si cimenta anche nella regia e la fotografia di videoclip musicali così nel 2009 scrive la sceneggiatura e gira il video di "Falso movimento" (del cantautore messinese Tony Canto) in cui vi è anche la partecipazione del cantante e autore Mario Venuti.

Nel 2010 la foto "Solo" è stata pubblicata sul sito della prestigiosa rivista "National Geographic Italia" come foto tra le migliori non vincitrici del concorso fotografico 2010. Sempre nel 2010 esce la biografia del cantautore palermitano Pippo Pollina, "Abitare il sogno" di Franco Vassia, della cui foto di copertina Charley Fazio è autore.

Recentemente è stato fotografo di scena per la stagione teatrale del Teatro Franco Zappalà di Palermo. Tra i futuri progetti la pubblicazione di alcuni volumi di fotografia a tema, la regia di altri videoclip musicali e la scenografia e la fotografia per una rappresentazione teatrale ambientata sulle miniere di sale in Sicilia (www.ilsaledeltempo.com).

Attualmente opera come freelance in qualsiasi campo della fotografia che gli sia congeniale e che sente di poter abbracciare con l'anima, che siano stage per modelle e books fotografici, ritratti, matrimoni, conceptual art, reportages di ogni genere, spettacoli etc...


2011 - Finalista concorso National Geographic Italia 2011, pubblicazione della foto "The God's gift" su www.nationalgeographic.it;
2011 - L'albero e la rama, Francesco Federico (Armando Siciliano editore) - Foto di copertina;
2011 - Sicilia, tra sogno e realtà, mostra presso il Duomo Antico del Castello di Milazzo;
2011 - Calendario Sicilia 2011;
2010 - "Abitare il sogno" biografia di Pippo Pollina a cura di Franco Vassia - Foto di copertina;
2010 - Finalista concorso National Geographic Italia 2010, pubblicazione della foto "Solo" su www.nationalgeographic.it;
2010 - Caminanti, Giancarlo Guerrieri - Progetto grafico CD, photo booklet;
2010 - Michael Jackson Jazz Tribute, Giuseppe Milici - Progetto grafico CD;
2010 - Insieme per S. Fratello - Direzione artistica del concerto di beneficenza con Kaballà, Mario Incudine, Tony Canto, Cubeta etc... - Promo - Articolo (Giornale di Sicilia)
2010 - Gamàr-Abballalaluna, Mario Incudine - Progetto grafico CD, photo booklet;
2010 - Anime migranti, Mario Incudine - Progetto grafico CD, photo booklet;
2010 - "Isola oltre l'immagine", video mostra in concomitanza con l'iniziativa "Castelli in arte" - Comune di Spadafora (Me);
2010 - Comune di Racalmuto, Calendario 2010;
2010 - Calendario Sicilia 2010;
2010 - Girgenti Amore mio (spettacolo teatrale), Gianfranco Jannuzzo - Foto di scena;
2009 - Quaderno Mamertino (pubblicazione annuale), S. Vicario - pubblicazione immagini;
2009 - "Falso Movimento", Tony Canto feat. Mario Venuti - regia, sceneggiatura e montaggio Videoclip;
2008 - "Sguardi", mostra personale con il patrocinio dell'Assessorato ai Beni Culturali di Siracusa - Siracusa, Ortigia;
2008 - Sony World Photography Awards - Semifinalista al concorso mondiale di fotografia, categoria amatoriale con la foto "Life is beautiful"

WORKSHOP


Nebrodi e Rocche del Crasto

ProgettoArteRoma e PerCorsi ripartono con la stagione dei workshop fotografici

del 05/02/2012
Workshop

ProgettoArteRoma e PerCorsi ripartono con la stagione dei workshop fotografici dal mese di Marzo 2012 fino a Luglio 2012.
Tutti i workshop sono guidati dai docenti dei nostri corsi, professionisti esperti della Fotografia e dei Beni Culturali.
Il WoRKSHOP SUI NEBRODI E LE ROCCHE DEL CRASTO sarà presieduto da CHARLEY FAZIO
Il fine dei workshop è un percorso formativo sul campo rivolto ad amatori ed aspiranti fotografi professionisti, con la finalità di sviluppare e migliorare la proprie capacità narrativa e la tecnica di scatto fotografico individuale in una cornice di assoluto interesse. Il Workshop consentirà d’illustrare ogni situazione fotografica cogliendo i segreti dell’immagine e facendo rilevare come esprimerla al meglio nelle proprie foto, nelle varie fasce orarie del giorno e con i vari fasci di luce.E’ occasione unica per imparare, ma anche per esprimere la propria creatività e personalità, per affinare le proprie tecniche ed apprenderne delle nuove, fotografando peraltro luoghi incontaminati che non tutti conoscono nella loro bellezza e nei loro colori.E’ quindi indicato sia per fotografi principianti che per esperti, che abbiano desiderio di condividere con gli altri la loro passione, le loro conoscenze e la loro sensibilità all’immagine. Sono disponibili i programmi completi delle visite e delle lezioni.
Tutti i workshop hanno una durata di 3 giorni/2 notti
informazioni e programmi:
Luigi Toschi - Alfredo Corrao - Gianni Frontani ( ProgettoArteRoma - PerCorsi - TWT team )
tel. 0644249321


PRESS / NEWS


"I LUOGHI DELL'ANIMA" a Verona

Dal 6 al 14 aprile presso la Chiesa di SAN PIETRO MARTIRE a Verona

del 27/02/2013

"I Luoghi dell'anima", la personale di Charley Fazio prodotta da Linfacomunicazione e il cui percorso è iniziato ad Ostuni nel giugno scorso, approda finalmente al nord. La ospiterà la città di Verona, dal 6 al 14 aprile nel suggestivo scenario della chiesa di San Pietro Martire, in pieno centro storico. L'inaugurazione, sabato 6 aprile, avrà come colonna sonora "Di là del mare", uno spettacolo di lettura scenica e canzoni, narrazione e musica del grande artista siciliano Kaballà, (iPippo Rinaldi) accompagnato dalla raffinata chitarra del maestro Massimo Germini, dai fiati di Antonio Putzu e dalla voce narrante di Attilio Ierna, mentre a fare da scenario saranno le foto di Charley Fazio. Una pièce che ripercorrendo le pagine di Verga intreccia il racconto ad alcune delle canzoni più suggestive del cantautore siciliano. Kaballà in quest'operetta pone ancora una volta al centro della sua narrazione musicale l'Isola ideale e immutabile della sua memoria, con la classica contaminazione di canzone d'autore, dialetto e letteratura che è la peculiarità stilistica costante della sua ricerca e del suo percorso artistico. Un incontro di due siciliani " DI LA' DEL MARE": Pippo Kaballà che nel suo recente spettacolo "Viaggio immaginario nella Sicilia della memoria" e Attilio Ierna che nelle sue recenti letture sceniche di "Viaggio in Sicilia", hanno cantato, narrato e guardato la loro Sicilia prepotente,dolce,aspra e sapiente da lontano "di là dal mare" appunto , rendono insieme omaggio all'opera di G.Verga in questo originale lavoro che espande i confini del concerto verso i territori del teatro. Si ringrazia Legambiente Verona e il Comune di Verona. Ingresso gratuito, per info contattare: Elvira Randazzo: elviraja@hotmail.com Charley Fazio: info@charleyfazio.it www.charleyfazio.it www.linfacomunicazione.com


"I LUOGHI DELL'ANIMA" a Capo d'Orlando

Introspettiva Fotografica in 35 scatti d'Autore - dall'11 al 22 settembre presso la Biblioteca e Pinacoteca di Capo d'Orlando

del 21/08/2012
Blog

Fare fotografia è un’arte. Non si tratta semplicemente di rappresentare immagini, più o meno interessanti: occorre uno sguardo attento che sappia cogliere ciò che può suscitare un’emozione, e ritrovare in questa qualcosa di unico e irripetibile. “I luoghi dell’anima” sono luoghi d’autore, scatti fotografici di elementi naturali che da istantanee suggestioni personali, divengono momenti emozionali per gli osservatori. “I luoghi dell’anima” sono luoghi cantati da Omero, mitici e suggestivi dell’essenza isolana, visti con lo sguardo di questo artista e riproposti come occasione di esperienze interiori per ciascuno. “I luoghi dell’anima” sono vere opere d’arte, perché fanno scoprire ciò che sta dentro e dietro l’immagine e ne sottolineano il dettaglio su cui lo sguardo del visitatore si fa man mano più attento. L’itinerario fotografico proposto da Charley Fazio rappresenta una sorta di metafora per le suggestioni inconsce che le foto medesime racchiudono, in cui l’autore rappresenta il suo singolare punto di vista, portando alla luce dettagli invisibili a sguardi disattenti. Un modo di proiettare al di fuori la bellezza e l’intensità di momenti rubati ad universi lontani o a quotidiani mondi che passano inosservati nella fretta dell'abitudine. Così ogni luogo fotografato diventa un nuovo posto, dove l’anima sognatrice dell’artista si rifugia per vivere. E così, anche il visitatore può trovare suoi nuovi luoghi dove lasciar sognare la propria anima. La mostra seguirà nei giorni 28 - 29 e 30 settembre il Corso gratuito di Fotografia Digitale a cura di Charley Fazio per il quale sono già aperte le iscrizioni.


I Luoghi dell'Anima

La mostra presso Caruso Gallery a Milazzo (ME)

del 08/08/2012

Approda finalmente in Sicilia la mostra itinerante di Charley Fazio, prodotta da Linfa comunicazione (www.linfacomunicazione.com), visitabile presso CARUSO GALLERY a Milazzo dal 7 agosto per due settimane circa.

Le fotografie esposte rappresentano una metafora di un percorso interiore legato alle suggestioni inconsce che le fotografie stesse racchiudono, un modo di proiettare al di fuori la bellezza e l'intensità di momenti rubati ad universi lontani o a quotidiani mondi che passano inosservati nella fretta dell'abitudine.

Ogni luogo fotografato diventa così un nuovo posto dove l'anima sognatrice dell'artista si rifugia per vivere.

Aperto tutti i giorni dalle 17.30 alle 21 - sabato e domenica fino alle 24


www.charleyfazio.it
www.linfacomunicazione.com

CARUSO GALLERY
Via Marina Garibaldi, 12 - 98057 Milazzo (ME) - ITALY
Tel. +39 090 928 1007 - Fax +39 090 922 2685
e-mail: info@carusogallery.it


I Luoghi dell'Anima

Mostra presso Masseria le Fabriche (TA)

del 18/07/2012
Blog


I Luoghi dell'Anima

Inaugurazione ad Ostuni il 30 Giugno con la partecipazione di BUNGARO

del 30/05/2012
Blog



"I LUOGHI DELL'ANIMA"


Introspettiva fotografica con un unico filo conduttore: le emozioni.


Inaugurazione ad Ostuni il 30 Giugno 2012 al Chiostro di S. Francesco, ore 19 con la partecipazione straordinaria di BUNGARO


L'itinerario fotografico rappresenta infatti una metafora di un percorso interiore legato alle suggestioni inconsce che le fotografie stesse racchiudono. Un modo in cui l'autore rappresenta il suo singolare punto di vista, portando alla luce dettagli invisibili a sguardi disattenti. Un modo di proiettare al di fuori la bellezza e l'intensità di momenti rubati ad universi lontani o a quotidiani mondi che passano inosservati nella fretta dell'abitudine.

Ogni luogo fotografato diventa così un nuovo posto dove l'anima sognatrice dell'artista si rifugia per vivere.

La mostra verrà inaugurata ad Ostuni il 30 giugno (protendendosi fino all'8 luglio), città già nota come meta turistica nel panorama nazionale e internazionale per la sua bellezza, con una formula dinamica: le fotografie saranno infatti delocalizzate in un percorso tematico all'interno di una serie di locali di qualità nel centro storico di Ostuni.

L'itinerario vedrà la summa finale nell'allestimento del Chiostro di San Francesco in Piazza Libertà, centro pulsante della città e contenitore di numerosi eventi culturali. I ristoranti coinvolti nell'iniziativa (che al buon cibo abbinano ad uno stile di vita ricercato) per l'occasione dedicheranno un piatto al capitolo della mostra ospitato nel proprio locale.

Casa San Giacomo, Il solito posto, La taverna della gelosia, Bellavista,Osteria del tempo perso, Cafè Riccardo, Porta Nuova.



Evento organizzato da LINFA COMUNICAZIONE

www.linfacomunicazione.it , con il patrocinio del Comune di Ostuni - Assessorato alle attività produttive;


top sponsor: ICOS CLUB - Icos - www.icosport.it

Si ringraziano:


Tenute Rubino - www.tenuterubino.com
Antica Filanda - Albergo Ristorante - www.anticafilanda.net
Comune di Capo d'Orlando
Provincia di Brindisi
Nikon


Benvenuti in charleyfazio fotografia

Nasce oggi il nuovo sito charleyfazio.it

del 05/02/2012
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Sono trascorsi più di due anni da quando il mio primo sito internet apparve silenziosamente su quella ragnatela informatica che è internet, un sito il mio che era stato ideato fondamentalmente per tenere sulla rete un piccolo cassetto che si potesse aprire da qualsiasi parte del mondo e poter conoscere sommariamente il mio amore per la fotografia. Sommariamente.
Perché col tempo mi accorsi che quel sito non rispecchiava comunque ciò che volevo e fondamentalmente era frutto di un lavoro, apprezzatissimo tra l’altro, di un caro amico che aveva dedicato il suo tempo da appassionato alla realizzazione di quel mio progetto che, in fondo, di studiato aveva ben poco.
Insomma erano altri tempi e, si sa, le esigenze cambiano così come cambiano e si evolvono le soluzioni informatiche e spesso non si riesce a stare al passo con i progressi giornalieri. Poi iniziò l’era dei social network, nel mio caso Facebook in particolare rappresentò una svolta in quanto mi diede la possibilità, molto più concreta ed immediata, di condividere le mie fotografie con gli utenti sempre più numerosi di quello che ancora oggi è un fenomeno mediatico universale. Con l’esposizione nel social network arrivarono anche le conferme della gente conosciuta ma ancor più di quella a me sconosciuta che, grazie anche alla pubblicazione di alcuni miei scatti sulla pagina Facebook “SICILIA” pazientemente curata da Alfonso Messina, mi riempì letteralmente di apprezzamenti per il modo con cui fotografavo la mia Terra, la terra delle migliaia di siciliani nel mondo. Da qui sempre più forte nasceva l’esigenza di avere una vetrina degna di una scena più ampia di quella che ormai per me era diventata, oltre che una passione spinta da un grande amore, una vera professione. Un sito internet che mettesse in luce fondamentalmente quella passione e quell’amore, insomma l’immagine prima di tutto.
La scelta era così definitiva, navigando in rete ti fai un’idea delle tendenze del momento senza però sottovalutare l’ipotesi della continua evoluzione, e ci si allinea con quello che senti vicino a te, con ciò che pensi possa trasmettere nel migliore e più efficace dei modi le tue emozioni alla gente. Grazie anche ai suggerimenti di una stimata professionista nel settore della comunicazione, mi sono ispirato a schemi esistenti che avrei successivamente rielaborato e riassemblato a mio modo e secondo una composizione e una concezione estetica ragionata con elementi gradevoli e soprattutto personalizzati.
Ma io non sono un ingegnere del web. Nella mia strada incontro tanta gente, tanti amici, tante persone che ammirano ciò che faccio e come lo faccio e ovviamente (e non sfortunatamente) anche qualcuno che lo critica. E sono molto fatalista anche, potrei citare tantissimi episodi della mia vita legati ad eventi fortuiti ma che non ho mai creduto che lo fossero realmente. Così nel mio cammino un giorno incontro anche Pietro, un ragazzo pieno di passione per l’apparentemente sterile mondo del web e delle sue diavolerie. La sua passione anche per la fotografia lo aveva spinto a conoscermi prima su Facebook, attraverso cui ci si scambiava ogni tanto qualche opinione. Non immaginavo quali fossero le sue reali competenze in materia di siti web ma mi è bastato vedere la reazione dei suoi occhi alla mia avventata proposta della costruzione del mio sito che non ho esitato un solo istante ad affidargli questo duro compito.
Sapevo di non essermi sbagliato perché Pietro, nonostante la sua giovane età e la sua estrema umiltà, è già un grande professionista (lui ancora non lo sa). L’intesa infatti è stata immediata e in poco più di due settimane di lavoro il sito era già finito! Vedere la tenacia, la passione, la meticolosità e la professionalità con cui Pietro ha lavorato è stato piacevolmente impressionante e non posso che ringraziare lui per ciò che vedrete e se le mie immagini e le le mie parole giungeranno a voi nel modo migliore possibile.
Ma veniamo al sito. Appena entrati la vostra visita è già una navigazione automatica attraverso un viaggio tra più di 20 immagini a pieno schermo che cambieranno ciclicamente anche durante la normale navigazione. Sarete accompagnati da un sottofondo musicale che sa di mare e di Sicilia, elementi questi per me essenziali e costanti della mia vita. Un menu a scomparsa, presente in basso a sinistra come una linguetta da tirare, vi mostrerà le pagine del sito che si apriranno invece a sinistra una volta selezionata la voce desiderata.
Visitate la GALLERY, le cui immagini nel tempo cresceranno in numero; la sezione BLOG per leggere i racconti e le notizie che col tempo appariranno; WORKSHOP, per tenervi aggiornati sui corsi e i workshop che presenterò in futuro e PRESS/NEWS per notizie che riguarderanno la mia attività (e non solo) e che riterrò importanti pubblicare nel corso del tempo.
Il sito non sarà quindi un sito statico ma dinamico, non solo dal punto di vista dei contenuti ma anche delle pagine in quanto in futuro ne è prevista l’implementazione con nuove sezioni (come il Guestbook) e con una versione in lingua inglese ed una per dispositivi mobili.
Nell’ottica di una sempre più veloce modernizzazione e diffusione delle odierne tecnologie, con conseguente ed altrettanto rapido abbandono delle piattaforme più obsolete, si è scelto di rendere compatibile il sito solo con i browser più aggiornati. Appena entrati nella homepage un pop-up di avviso vi avvertirà se avrete necessità di aggiornamento del browser da voi posseduto con la possibilità di cliccare sull’icona che vi porterà direttamente al sito del produttore del browser stesso.
A questo punto non mi resta che augurarvi una buona visione e una buona navigazione, sperando che il frutto della mia passione e del duro e meticoloso lavoro di Pietro (che per i profani risulta troppo spesso invisibile e preso poco in considerazione) possa trasmettere a molti il mio amore per la Fotografia in tutte le sue forme e quello per la mia Terra, ma che possa anche svegliare ed alimentare in tanti altri la passione per qualcosa che si è portato a lungo nel proprio cuore e spesso silenziosamente.


I Luoghi dell\'Anima

La mostra si sposta presso Masseria Le Fabbriche (TA)

del 18/07/2012
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I Luoghi dell\'Anima

La mostra si sposta presso Masseria Le Fabbriche (TA)

del 18/07/2012
Blog


“I LUOGHI DELL’ANIMA” a Verona

dal 6 al 14 aprile - Chiesa di SAN PIETRO MARTIRE

del 27/02/2013

"I Luoghi dell'anima", la personale di Charley Fazio prodotta da Linfacomunicazione e il cui percorso è iniziato ad Ostuni nel giugno scorso, approda finalmente al nord. La ospiterà la città di Verona, dal 6 al 14 aprile nel suggestivo scenario della chiesa di San Pietro Martire, in pieno centro storico. L'inaugurazione, sabato 6 aprile, avrà come colonna sonora "Di là del mare", uno spettacolo di lettura scenica e canzoni, narrazione e musica del grande artista siciliano Kaballà, (iPippo Rinaldi) accompagnato dalla raffinata chitarra del maestro Massimo Germini, dai fiati di Antonio Putzu e dalla voce narrante di Attilio Ierna, mentre a fare da scenario saranno le foto di Charley Fazio. Una pièce che ripercorrendo le pagine di Verga intreccia il racconto ad alcune delle canzoni più suggestive del cantautore siciliano. Kaballà in quest'operetta pone ancora una volta al centro della sua narrazione musicale l'Isola ideale e immutabile della sua memoria, con la classica contaminazione di canzone d'autore, dialetto e letteratura che è la peculiarità stilistica costante della sua ricerca e del suo percorso artistico. Un incontro di due siciliani " DI LA' DEL MARE": Pippo Kaballà che nel suo recente spettacolo "Viaggio immaginario nella Sicilia della memoria" e Attilio Ierna che nelle sue recenti letture sceniche di "Viaggio in Sicilia", hanno cantato, narrato e guardato la loro Sicilia prepotente,dolce,aspra e sapiente da lontano "di là dal mare" appunto , rendono insieme omaggio all'opera di G.Verga in questo originale lavoro che espande i confini del concerto verso i territori del teatro. Si ringrazia Legambiente Verona e il Comune di Verona. Ingresso gratuito, per info contattare: Elvira Randazzo: elviraja@hotmail.com Charley Fazio: info@charleyfazio.it www.charleyfazio.it www.linfacomunicazione.com


THE BLOG


Sull’ispirazione (...e sulla musica).

Frugando tra vecchi ricordi

del 08/02/2012
Blog

Mi piace riportare oggi un mio breve scritto che risale a tanti anni fa quando ancora la fotografia per me era solo un passatempo, un hobby come tanti altri. Forse.

Ieri.
“In un suo saggio R. Carver parla delle influenze che alcuni autori hanno esercitato su di lui. Non so se, dato che i libri che ho letto fino adesso si possono contare sulle dita di una mano, si possa per me parlare di vere e proprie influenze. Piuttosto parlerei di ispirazione, soprattutto quella musicale. Questa la prima e copiosa fonte di pensieri e sensazioni, la musica che si fonde con la realtà, con le situazioni e gli stati d’animo reali. Una colonna sonora del film della propria vita.
La musica e le parole certamente, che viaggiano con essa, provocano in me sensazioni definite ma spesso indescrivibili. D’improvviso appaiono luoghi già visti, profumi già avvertiti e cieli e mari d’altri tempi. Non parlo ovviamente di ogni musica, ma di melodie, suoni, parole prescelte, investite come per mano divina di una potenza riflessiva e stimolante per il centro delle nostre sensazioni.
Mi capita spesso di ascoltare una canzone in auto durante un viaggio o vicino al mare e quello che accade, come credo accada ad ognuno di noi, varia, non segue un iter preciso. Provo emozioni diverse a seconda del tempo, del luogo in cui mi trovo e del momento della giornata. Mi accorgo del forte potere che taluni motivi, accompagnati da particolari parole, esercitano sul mio umore. Nascono e si spengono spontaneamente contrasti tra positività e negatività. Ogni canzone non possiede un potere definibile, né si può dire che esprima necessariamente ottimismo o pessimismo. Anche brani che all’ascolto possono sembrare tristi, possono regalare all’anima momenti di gioia e di intense emozioni benefiche. Non conosco il motivo di tali effetti. A volte capita che alcune canzoni riescono ad isolarmi da tutto ciò che mi circonda, separazione totale tra anima e corpo, mente e membra. Sembra che la loro energia risieda in un luogo stabile tra le singole parti, in una dimensione, “musicale” appunto, a noi sconosciuta fisicamente ma sempre presente innanzi i nostri occhi.
Entrare in questo spazio metafisico non è facile, definire i suoi limiti, ammesso che esistano, implica una completa immersione mentale dentro accordi, passaggi impercettibili, rincorrersi di magiche note e cadenze nascoste. Esiste una dimensione latente in cui per entrare bisogna superare la soglia di uno stato imprecisato che confluisce nella sfera della dimensione melodica.
Questo tipo di sensazioni provocano a volte una immensa ed inspiegabile gioia, uno stato di benessere simile all’estasi e viene meno il respiro. Lo stesso mi accade quasi tutte le volte che rimango da solo con il mare sulla spiaggia, fino a tarda sera. Le isole lontane, un gabbiano che sfiora il pelo dell’acqua, lo squarcio sulle onde provocato dal sole al tramonto. Tutti elementi che sommati generano uno stato di benessere e confusione in chi li osserva e li vive. Tali elementi sono la musica che manca in quegli istanti, lo stato di pace che li accompagna segna l’attraversamento della dimensione melodica dello “stato musicale””

Oggi.
Rileggere queste righe dopo tanto tempo, al cospetto della mia fotografia e della musica che continua ad ispirarla, mi ha fatto riflettere molto. Scopro che i connubi si rinnovano e si evolvono in qualcosa di più elevato, in un’arte che portavo dentro me ma che (forse) solo troppo tardi ho capito di amare incondizionatamente.
Charley


SULLE ORME DI CHATWIN

Breve viaggio in Sud America

del 04/02/2012
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Non sapevo cosa mi attendesse dall’altra parte del mondo. In volo tra un continente e l’altro i pensieri e le visioni di una terra da sempre solo immaginata si alternavano ai continui sguardi che avevano come oggetto il mio orologio. Il tempo era immutabile lassù, non una nuvola, un’isola a darti il senso del movimento. Eppure a me piaceva volare, ma il desiderio di vedere quel mondo così tanto raccontato, perso tra vulcani e praterie, spiagge infinite e ghiacciai monumentali, era più forte. Avevo una prima missione da compiere, alquanto stupida, banale, ma non per me. Tra poche ore mi sarei catapultato nella stagione opposta senza immaginare cosa avrei potuto provare.
Portavo con me tre mandarini freschi, raccolti il giorno prima da un albero della nostra campagna e non avrei mai pensato alla possibilità di mangiarli con 30 gradi all’ombra senza avvertire l’odore dello scirocco ed assaporando con essi il gusto di un inverno lasciato alle porte in poco meno di un giorno. La gente guardava me, Laura ed il mio amico con un po’ di stupore, leggendo quell’estasi fruttifera sul mio volto mentre deglutivo il succo di quell’agrume così banale fino a qualche ora prima e adesso invece così imprevedibilmente idilliaco.
Mi trovavo fuori a respirare l’aria di un’America conosciuta solo in sogno ma già familiare, amica. Non smettevo di essere felice ma non mi rendevo ancora conto di dove mi trovassi davvero. Buenos Aires era immensa, somigliava un po’ a Los Angeles, quello che vedevo sembrava ricchezza, parchi verdissimi e ben curati, strade molto ampie e poco inquinamento. Due giorni furono insufficienti per cogliere gli aspetti, buoni o cattivi di quella metropoli poco latina. La città che guarda l’Europa si lasciava amare a prima vista accogliendoti senza dettare condizioni.
Un’altra storia la terra uruguaya.
Se quando ho messo piede in Buenos Aires mi sono sentito in famiglia, calpestare il suolo di questa terra e respirarne l’aria, benché impossibile ricordarlo, è stato come rivedersi nel grembo della propria madre. Non so perché pochi chilometri di distanza facciano tale differenza. In Buenos Aires non hai tempo per vedere i contrasti, troppo grande, o vedi la base o vedi la sommità di un’immensa, immaginaria piramide.
Di Montevideo puoi vedere l’inizio e la fine ma non con gli occhi, con il cuore. Gli usi, il quotidiano, i monumenti e la gente danno a questa città una dimensione più umana. Spesso mi scrutavo intorno come per cercare di cogliere qualcosa che non vedevo, di capire ciò che ignoravo. In questa terra arrivi e poi te ne vai senza capire dove sei stato, cosa ti ha accompagnato e perché sei triste di lasciartela alle spalle. E piangi dentro, come un bimbo piange non appena viene fuori dal quel meraviglioso luogo di favole quale era il grembo della propria madre.
Una città di monumenti, chissà perché…forse poca storia, forse tanta voglia di mettere in luce ogni cosa, di celebrare anche un piccolo gesto. Montevideo è di tutti, lo senti, è anche tua. Sembra che ognuno la possegga e possa modellarla a suo piacimento. Yemanjà con le braccia distese al mare sembra ricordartelo, in quel gesto non c’è solo l’abbraccio di una dea ma anche quello di una città pronta ad accogliere te che vieni dal mare. E’ divina Yemanjà, ti aspetteresti di trovare una fulgida e squamosa coda blu sotto la sua lunga veste dal color del cielo. E’ amata ed onorata la bella e vanitosa dea del mare. Filicudi, la mia isola, è forse la mia Yemanjà. I poveri la amano ed anch’io, che in questa terra sembro aver abbandonato ogni cosa per sentire la purezza ed il valore dei sentimenti, sento di amarla. Suscita molta tenerezza la dea dei poveri e del mare, non si può non amarla.
Questa terra è piccola eppure infinita. Spazi immensi senza confini per gli occhi sono la norma in Uruguay, deserti e boschi che baciano le rive del mare, fari monumentali, fiere sentinelle del mare, si ergono dai promontori rompendo la continuità di chilometrici arenili tormentati da treni di onde in fuga. E vento, vento che piega, trascina, mitiga ed innamora. Perfino i nomi ti rapiscono in Uruguay: Atlàntida, Punta de L’Este, La Paloma. Nomi che sposeranno i fari, la sabbia ed il vento che mi porterò per sempre dentro.
La rambla uruguaya mi ricorda la Florida dei telefilm americani, poi guardi le auto, gli hotels, la gente e ti accorgi di essere in un’altra America. L’oceano qui si fa sentire e mette un po’ di paura. Le onde tornano indietro scorrendo con forza nel basso fondale tanto da farmi tremare le gambe. Non ho mai visto delle spiagge così ampie e lunghe, è il trionfo dell’immenso, non c’è nulla che possa anche in parte sminuire la potenza e l’imponenza dell’Atlantico. Neanche gli alti palazzi oltre la rambla sembrano poter opporre resistenza di fronte alla maestosità dell’oceano che li guarda da sempre immutato. E l’oceano è ancora più profumato e vigoroso verso il nord, in nostro sud. Lo vedi come in foto nelle scene di ogni giorno, nei timidi villaggi di pescatori tutti vecchi, vissuti e dalla pelle bruciata dal sole e dal sale, lo vedi in quelle onde dalle creste spumeggianti per il vento incessante, lo vedi scritto nell’aria che respiri…insomma lo senti nel cuore, lo tocchi nella tua pelle.
E così come sei entrato, con gli occhi umidi per l’emozione, così lo abbandoni questo paese, con gli occhi di chi spera con tutto il cuore di baciare la sua terra ancora una volta.
La Patagonia che ho visto sembra invece appartenere ad un luogo di sogni, sensazioni indescrivibili che non trovano posto nella vita di ogni giorno.
Tre ore di aereo ci hanno divisi da Buenos Aires ma non appena ho adagiato il piede in terra patagonica mi è sembrato di trovarmi lontano anni luce dal resto del mondo.
Quando cominci a respirare l’aria di questa terra e ad avvertire il suo profumo senti subito di poter lasciare ogni cosa, ogni affetto e bene terreno alle tue spalle e cominciare a vivere nuovamente. Non avevo mai provato niente di simile in precedenza, un senso di pace ti conquista, vedi la serenità in ogni forma di vita e di non vita, dialoghi con la natura e con Dio, la luce ti oltrepassa fissando la tua anima sul suolo della Patagonia. Il colore dei laghi si fregia dei riflessi di una nobile pietra preziosa, i ghiacci sembrano immuni al tepore estivo e vagano nelle acque, pietrificati da un azzurro la cui trasparenza e tinta cromatica nascono da una fiaba dalle mille ed una notte.
Subito un desiderio di conquista, lo stesso che probabilmente animò i grandi esploratori e padri di questa terra, ti pervade e attende impaziente di essere sedato. Vorresti subito scalarle quelle vette aguzze e spoglie, le abbracci con lo sguardo amico per quietare la loro minacciosa forma. Ti accorgi che il tempo non basta in Patagonia.
Se ho lasciato vivere la mia anima in Uruguay, in Patagonia ho lasciato dimorare il mio cuore. Svuotato di ogni cosa e con il ricordo di un luogo che non ha eguali al mondo, tornavo a casa con un senso di angoscia che mai aveva accompagnato i miei rientri nella amata terra.
Nulla ti sembrerà più lo stesso dopo aver messo piede in Patagonia.


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