“Con l’isola dentro” allo spazio Klien di Borgo Valsugana (TN) dal 15/2 al 08/03

gennaio 21, 2015 | 0 Comments | Blog

Dopo l’esordio in Portogallo, nell’ambito della gestione associata delle attività culturali “Sistema culturale Valsugana Orientale”, la mostra fotografica “Con l’isola dentro” approda a Borgo Valsugana presso lo Spazio Klien (http://www.valsuganacultura.it/museodiffuso/klien.html), centralissima sala espositiva del noto Comune del Trentino.
Un progetto tutto siciliano che intende trasporre il sentire isolano negli occhi e nell’anima del visitatore. Scenari, genti, luoghi, popoli. E profumi, quelli delle atmosfere di cui ogni siciliano ha goduto e può godere nei mille angoli di questa Terra. Profumi e suggestioni che la nostra gente generosamente ama far conoscere a chi a queste lande non appartiene, quasi come a suggellare un senso di fratellanza umana che da secoli il popolo siculo possiede e tramanda orgogliosamente.
La mostra supporta la Onlus “Speranza – Hope For Children Onlus” che si occupa del supporto umanitario per i bambini siriani del campo profughi di Bab al Salam in Siria. Il ricavato dalla vendita delle foto verrà devoluto all’associazione per l’acquisto di materiale di supporto medico e per beni di prima necessità.

Inaugurazione giorno 14 febbraio ore 18 con degustazione di dolci tipici della tradizione siciliana offerti dalla pasticceria Santo Musumeci di Randazzo (www.santomusumeci.it)

www.charleyfazio.it

L’istante decisivo di Charley Fazio
(nota di Antonio Lubrano)

Quando ho visto per la prima volta le foto di Charley Fazio, istintivamente ho pensato all’istante decisivo di cui parlava Henri Cartier-Bresson, il maestro francese dell’immagine, “l’occhio del secolo” come è stato definito dalla storia. Quell’attimo cioè che nella realtà quotidiana sanno cogliere soltanto certi fotografi. Ed è proprio in quell’ineffabile istante che nasce la fotografia creativa di cui parla un altro grande del clic, il napoletano Mimmo Jodice.
Scorrendo la sua galleria di immagini, così sorprendente per le suggestioni che crea, viene voglia di riconsiderare il ruolo della fotografia nell’esistenza di ciascuno di noi. Per esempio, come memoria: che sia una festa paesana o una cerimonia nuziale, il volto di un vecchio, la cupola maiolicata di una chiesa o lo sguardo di una donna, lo squallore di un angolo di strada, quello scatto ferma la realtà e ne fa ricordo.”Il miglior ladro è l’occhio”, diceva Glauco Cortini, il fotografo delle dive negli anni Settanta. Per esempio come magia: ci sono frammenti di quotidiano che hanno un preciso eppure indefinibile sapore poetico. Per esempio come sintesi: la foto che coglie un dettaglio, un gesto, un momento cruciale di un evento è allo stesso tempo informazione ed emozione. Vorrei dire racconto.
A questo proposito recupero nei miei sessant’anni di mestiere (forse qualcuno di più) i tempi in cui ho lavorato nei rotocalchi: Rotosei, Il Radiocorriere TV, Tv Sorrisi e Canzoni, Oggi. Con le prime tre testate ho avuto ruoli di responsabilità, nel senso che , per darvi un’idea, il materiale fotografico passava per le mie mani ed ero io dunque a scegliere le illustrazioni di questo o quell’articolo. Immagini legate ovviamente all’attualità dello spettacolo, della politica, della cronaca, dello sport, del costume. Ebbene, proprio in questa vasta gamma di offerte, come dire, commerciali, ovvero di consumo immediato, era possibile cogliere la qualità dell’autore, e perciò più rara; “vedere”, nel senso più autentico del verbo, il segno distintivo di una particolare sensibilità.
Fra i fotografi che sanno afferrare l’istante decisivo si colloca certamente Charley Fazio. Le sue immagini fra l’altro rispecchiano il significato originale, greco, della parola fotografia: scrittura con la luce.
Chi va a vedere la sua mostra se ne rende conto subito. Ci sono esposti dei ritratti, certo. Intensi, curiosi, narrazione essi stessi. Ma mi sento di raccomandare i paesaggi all’attenzione del visitatore, tra quelli che io preferisco: Ascese, Sere d’oro, Dono di Dio, Canto fatale, Con l’isola dentro e Ancora giorno.
Adesso mi piacerebbe sapere quale paesaggio di Fazio, uscendo dalla sua mostra, è entrato nella vostra memoria.
Antonio Lubrano
(giornalista e scrittore)

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