Maldive – Il non luogo

Maldive – Il non luogo

aldive. Il non luogo

Da pochi anni a questa parte il governo delle Maldive ha concesso ai turisti di potere entrare nelle isole non occupate dai resort, ovvero le isole dei maldiviani, incentivando lo sviluppo delle guesthouse e dando così alla popolazione uno strumento da cui ottenere profitto. C’è da dire che degli introiti dei resort poco o nulla rimane nelle tasche degli abitanti (300.000 e rotti, la maggior parte dei quali dislocati a Male) dal momento che i grandi investitori sono stranieri e autorizzati dal Governo con cui hanno stretto vantaggiosi rapporti economici.

Il mio viaggio nell’isola di Thulusdhoo, e in parte in quella di Digurah, rispettivamente nell’atollo di Male  e di  Ari, non vuole essere una carrellata di immagini come siamo abituarti a vedere, mare cristallino, resort di lusso, barriere coralline coloratissime, ma uno spaccato di ciò che la maggior parte di chi vive fuori da questa dimensione non è neanche capace di immaginare.

Lavoro nero, povertà inaspettata, rifiuti e loro smaltimento inesistente o completamente fuori ogni logica e la più grande risorsa per gli indigeni, la pesca. Anche quella fatta alla meno peggio perché in fondo, qui  basta buttare anche un amo senza esca che ti ritrovi una preda da vendere a un ristorante o da portare a casa per sfamarti. Ma c’è anche ozio, rassegnazione, ignoranza. E violenza, domestica. Insomma non proprio quel paradiso a cui tutti pensano nominando la parola “Maldive” ma un luogo pieno di contraddizioni anche in seno alla sua natura radicalmente islamica. A convenienza.

Date

9 Ottobre 2019

Category

Reportage, Street photography

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